| Grazie Manu |
|
|
|
| Scritto da Simone Cappellini |
| Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:18 |
|
Ricordo che mi colpì la serenità con la quale me ne parlava, consapevole della gravità e tuttavia pronta ad affrontarla come una nuova “avventura”, con lo stile di sempre, con grinta, sorridente, disponibile da subito a rimettere in discussione la sua vita, le sue recenti scelte, ritornando in Umbria, vicino alla sua famiglia, per sottoporsi alle dure terapie confidando nei medici ma soprattutto nella volontà del Signore.
Ebbene sì, la sua forza stava nella sua grande Fede ed ogni occasione era buona per testimoniarla.
Quando la salutai dopo questo breve incontro (mai avrei pensato che fosse anche l’ultimo), ci abbracciammo, ed ho sempre avuto la netta sensazione che fu lei ad incoraggiare me e non il contrario.
Poi la quotidianità di tutti i giorni, l’essere fuori dai canali dell’Agesci, mi ha portato a pensare a Manu ed al suo problema solo saltuariamente, ma il sorriso e l’ottimismo che avevo percepito nel nostro ultimo incontro mi rassicuravano. Del resto Manuela era imprevedibile! Dall’'83 quando l’ho conosciuta,durante la mia prima route pasquale, e via via nei venti anni successivi, si sono alternati periodi in cui era sempre presente ai vari momenti associativi regionali, a periodi in cui la perdevi di vista, perché i suoi mille progetti la portavano momentaneamente lontano, per poi rincontrarla di nuovo, sempre lei, sempre la stessa, accogliente, disponibile, propositiva, come se ci fosse sempre stata.
Ieri il dramma, una e-mail che mi ha lasciato incredula, la corsa a Castiglione per non mancare all’ultimo saluto, e nel cuore il rimorso per non averla rivista.
Ma oggi, il giorno dopo, parlando con Anastasia, mia nipote, che solo da qualche mese ha iniziato il suo servizio di capo tirocinante, mi sono accorta che lei Manu non la conosceva. Aveva pregato per lei al CFT, così come hanno fatto tanti capi della Regione in questi ultimi due mesi, quando le condizioni di Manuela si sono aggravate. Ma non la conosceva. E non la conoscevano nemmeno la maggior parte dei capi della mia ex Co.ca. che pure hanno pregato per lei.
E allora mi viene da gridare dal più profondo del cuore per far sapere a questi giovani capi chi era Manuela.
Manuela Monottoli. Sì, perché a me, come a tutti i Capi della “vecchia guardia”, Manuela ha insegnato e testimoniato lo scoutismo, quello vero, quello fatto di competenza ed impegno nella formazione, quello fatto di progettualità e di partecipazione, quello fatto di correzione fraterna e di servizio al prossimo, quello fatto di Amore per i ragazzi e per un mondo migliore.
E che dire della sua solidità nella Fede! Chi ha avuto la fortuna di incontrarla nel proprio cammino ha potuto godere della forte carica spirituale che trasmetteva con semplicità e verità partendo dalla sua testimonianza di Capo e di donna.
Mi viene in mente quel poco che so della sua vita extra-scout che con entusiasmo condivideva tra una riunione di staff e l’altra al CFM E/G di qualche anno fa, l’impegno diretto di coordinatriceper adozioni a distanza di bambini del terzo mondo, l’apertura di una casa di accoglienza in Friuli.
Tutte attività che gestiva con tenacia, dedicandovi tutta se stessa, "pronta a partire" fiduciosa nella provvidenza del Signore, ma sempre molto attenta nel curarne i dettagli della progettazione e della realizzazione facendo proprio lo "stile dell'impresa" nella sua vita.
Non sta certo a me raccontare chi era Manuela, in Regione ci sono Capi che sicuramente l’hanno conosciuta meglio di me.
Vorrei, anzi, credo sia doveroso, che anche i Capi giovani della regione sappiano che se l’Agesci Umbria è quello che è, la bella realtà che è, lo si deve anche al servizio di Manuela, grazie ai suoi puntuali e costruttivi inventi alle Assemblee ed ai vari incontri Regionali, grazie alla sua capacità di confronto sempre caratterizzata da garbo e mitezza, grazie al suo amorevole impegno negli eventi di formazione regionali e nazionali, grazie al suo servizio di qualità nel ricoprire incarichi ai vari livelli associativi.
Ma lo si deve soprattutto alla sua bella testimonianza di Capo e di donna che non ha sprecato la propria vita ma l’ha vissuta in santità nel compimento dell’opera del Signore.
Grazie Manu.
Un abbraccio fraterno |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 22:38 |